I margini agroforestali sono luoghi di transizione: spazi sospesi tra prato e bosco, tra gestione e abbandono, tra passato e possibilità future. Per anni sono stati considerati aree secondarie, difficili da lavorare e poco produttive. SOSTEGNO ribalta questa prospettiva e li riconosce come ecosistemi ricchi di biodiversità, serbatoi di specie utili, corridoi ecologici fondamentali e, soprattutto, come luoghi dove è possibile sperimentare nuovi modi di coltivare e di vivere il territorio.
Valorizzare i margini significa intervenire con delicatezza, adottando tecniche leggere e adattive che rispettano la complessità ecologica di questi ambienti. Significa integrare coltivazioni come il ribes nero senza cancellare il prato stabile, mantenere le fasce ecotonali, favorire impollinatori e fauna utile, e trasformare aree abbandonate in spazi produttivi, resilienti e replicabili in altri contesti prealpini.
Ma la valorizzazione del margine non è solo ecologica: è anche sociale. Il progetto coinvolge attivamente la Fondazione Asilo Mariuccia, offrendo ai ragazzi percorsi di formazione e lavoro che li mettono al centro di un processo di rigenerazione territoriale. L’esperienza nei cantieri agroecologici — nella selva didattica, nel ribesseto, nei prati e nei boschi — permette loro di acquisire competenze reali, di sentirsi parte di un progetto concreto e di vedere riconosciuto il proprio contributo.
Molti di questi giovani vivono, a loro volta, un margine sociale: un confine fragile tra opportunità e esclusione. Lavorare nei margini del territorio diventa allora un gesto simbolico e potente: prendersi cura di un margine esterno aiuta a ricucire anche un margine interno, restituendo dignità, fiducia e possibilità. L’agroecologia diventa così uno strumento di inclusione, capace di generare valore non solo per l’ambiente, ma anche per le persone.
Valorizzare i margini significa quindi restituire identità al paesaggio, rigenerare habitat, creare nuove economie locali e, allo stesso tempo, costruire percorsi di crescita umana e professionale. È un modo di trasformare spazi dimenticati in luoghi di vita, relazione e futuro condiviso.