Il cuore alto del massiccio: un bosco fragile da ricostruire
L’Unità di Gestione “Vetta” occupa la parte più settentrionale del versante sud del Campo dei Fiori, un’area segnata da una storia complessa: antichi pascoli trasformati in boschi artificiali di conifere tra fine Ottocento e inizio Novecento, poi gravemente danneggiati dalla tempesta del 2020 e dagli attacchi del bostrico. Oggi il paesaggio è dominato da schianti, ceppaie e radure in lenta ricolonizzazione naturale.
Il suolo, sottile e povero per la natura carsica del massiccio, ospita una rinnovazione scarsa e discontinua, mentre la fauna — cervi, caprioli, cinghiali e numerosi rapaci — testimonia un’elevata biodiversità. L’area è attraversata dal sentiero 301 e ospita elementi di grande valore culturale e scientifico, come l’Osservatorio Astronomico Schiapparelli e tratti della Linea Cadorna.
Caratteristiche forestali
- Prevalenza di peccete e faggete, con presenza puntuale di acero‑tiglio‑frassineto negli impluvi.
- Boschi artificiali di abete rosso e larice in gran parte collassati.
- Nuovi impianti di faggio, sorbo e acero per ricostruire boschi misti e più resilienti.
- Rinnovazione naturale scarsa, composta da betulle, aceri e sorbi.
- Provvigione media: 100 mc/ha – incremento annuo: 2%.
Valori naturalistici
L’Unità “Vetta” presenta un livello di biodiversità elevato, con:
- rare orchidee spontanee,
- rapaci nidificanti e migratori (astore, falco pecchiaiolo, nibbio bruno, biancone),
- pipistrelli legati agli ambienti carsici,
- “prati magri” calcarei ricchi di specie floristiche e faunistiche specializzate.
Sono presenti elementi di pregio come grotte, doline, campi solcati e sorgenti in corso di mappatura.
Obiettivi di gestione
- Ripristinare le aree danneggiate dalla tempesta del 2020.
- Favorire la rinnovazione naturale e la ricostruzione di boschi misti autoctoni.
- Tutelare orchidee, fauna rara e accessi alle grotte.
- Ridurre l’erosione e migliorare la stabilità dei versanti.
- Salvaguardare gli elementi storici e paesaggistici.
Valutazione delle scelte progettuali
- Ricomposizione fondiaria: risultato discreto, con miglioramenti possibili grazie alla gestione associata.
- Sfruttamento razionale del suolo: discreto, limitato da pendenze, accessibilità e vincoli ambientali.
- Recupero delle superfici degradate: risultato ottimo, con interventi mirati e tecnicamente attuabili.
- Conservazione ambientale e paesaggistica: risultato ottimo, grazie a scelte coerenti e a basso impatto.
Interventi programmati
- LIFE Climate Positive – Comune di Luvinate: ricostituzione del bosco post‑incendio e post‑schianti, con manutenzioni fino al 2026.
- Siti naturali UNESCO per il Clima – Comune di Varese: rimozione del materiale schiantato e ripiantumazioni con latifoglie autoctone (avvio previsto gennaio 2026).