Selvicoltura del passato

Last updated: 29 Gen 2026

Quando il bosco era parte della vita quotidiana

Fino agli anni ’60, la gestione dei boschi del versante sud del Campo dei Fiori era un’attività profondamente intrecciata con la vita delle comunità locali. Il legname veniva raccolto con mezzi semplici ma ingegnosi: le barozze, piccoli carretti in legno trainati da animali, trasportavano i toppi tagliati a mano lungo viabilità agro‑silvo‑pastorale larga poco più di un metro.

Con l’arrivo della meccanizzazione comparvero i primi trattori e le prime motoseghe, ma l’utilizzo del bosco rimase prevalentemente familiare: legna da ardere, paleria per l’agricoltura, castagne e fieno. Solo poche aziende forestali strutturate trasportavano legname fino a Milano, anche tramite rotaia.

Molti dei boschi attuali erano allora pascoli, castagneti da frutto o prati da fienagione. I castagneti periurbani erano coltivati e pascolati, mantenuti aperti e produttivi. Il bosco era un ambiente vissuto, attraversato, curato: un equilibrio ecologico sostenuto anche dalla presenza di bovini e caprini, che contribuivano alla fertilità del suolo e alla decomposizione della sostanza organica.

Questa memoria, oggi recuperata grazie ai racconti dei proprietari aderenti all’ASFO, rappresenta una risorsa preziosa per comprendere come il territorio sia cambiato e quali elementi del passato possano essere reinterpretati in chiave contemporanea.

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