Destinazioni dei Boschi e Tipologie Forestali

Last updated: 29 Gen 2026

Quattro destinazioni per una gestione responsabile

Le superfici forestali dell’ASFO Valli delle Sorgenti sono state classificate in quattro grandi destinazioni selvicolturali. Questa suddivisione permette di orientare la gestione in modo coerente con le funzioni ecologiche, protettive e produttive dei boschi, passando dalle aree che richiedono maggiori limitazioni a quelle dove la gestione è più libera e operativa.

1. Boschi a destinazione protettiva

Sono i boschi che difendono versanti, impluvi e aste torrentizie. Qui la stabilità idrogeologica dipende direttamente dalla salute del soprassuolo: ceppaie vecchie, schianti e dighe di legno negli impluvi possono innescare frane e colate. La gestione prevede turni brevi, diradamenti regolari e popolamenti giovani e vitali, capaci di assorbire acqua senza appesantire il versante.

2. Boschi a destinazione naturalistica

Si trovano soprattutto nelle fasce interne ed esterne alla Riserva Integrale del Parco. La priorità è la conservazione della biodiversità, il miglioramento degli habitat e la tutela delle specie rare. La produttività è secondaria rispetto alla qualità ecologica.

3. Boschi a destinazione multifunzionale

Sono boschi che permettono più funzioni contemporaneamente: fruizione, ecologia, protezione e produzione. La gestione punta a mantenere efficienza selvicolturale e qualità del paesaggio, adattando gli interventi alla localizzazione e alle esigenze del territorio.

4. Boschi a destinazione produttiva

Riguardano formazioni facilmente accessibili e prive di limitazioni strutturali. La selvicoltura è orientata alla produzione, ma sempre nel rispetto della tutela ecologica e idrogeologica, con criteri simili a quelli dei boschi multifunzionali.

 

Tipologie forestali: la struttura del bosco che guida la gestione

La tipologia forestale è il sistema che permette di classificare i boschi secondo caratteristiche ecologiche, floristiche e selvicolturali. È uno strumento operativo fondamentale per il Piano di Gestione dell’ASFO, perché per ogni tipologia definisce indicazioni tecniche precise.

Le tipologie più diffuse nel territorio ASFO

  • Faggete: presenti soprattutto alle quote più alte, spesso in evoluzione naturale verso l’alto fusto.
  • Castagneti: ubiqui alle quote inferiori, spesso inglobano vecchi castagneti da frutto non più gestiti.
  • Aceri‑frassineti: tipici delle valli incise e delle aree agricole abbandonate, dove colonizzano rapidamente i terreni.
  • Piceo‑faggeti e peccete: rimboschimenti artificiali del secolo scorso, oggi in fase di senescenza o regressione.
  • Robinieti: presenti ai margini delle zone urbanizzate, dove occupano ex coltivi dismessi.
  • Pinete di pino silvestre: localizzate sui substrati carbonatici dei versanti morenici meridionali.
  • Querceti e querco‑carpineti: diffusi in nuclei residuali su tutto il territorio, con roverella nei versanti più aridi e poveri.

Questa varietà di tipologie forestali riflette la storia del territorio: antichi pascoli, coltivi abbandonati, rimboschimenti artificiali e dinamiche naturali che oggi convivono in un mosaico complesso e in continua evoluzione.

Iscriviti alla ASFO

Hai un terreno? Contattaci per ricevere informazioni sulle procedure di iscrizione.